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Draghi: «L’AI è la leva più promettente per la crescita dell’Ue, ma serve capacità di calcolo»

di Valentina Iorio

L’ex presidente del Consiglio scrive sul «Financial Times» che l’Europa deve avere il controllo sull’archiviazione e il trattamento dei dati e aumentare i data center

L’intelligenza artificiale è oggi la «leva più promettente» per rilanciare la crescita europea, ma rischia di entrare in conflitto con la sovranità del Vecchio Continente, se l’Europa non controllerà una parte della catena del valore, scrive Mario Draghi in un intervento sul Financial Times

L’Europa, spiega l’ex premier, deve tornare a crescere per finanziare il proprio modello sociale.  «Secondo gli scenari della Bce, una rapida adozione dell’AI aggiungerebbe da 0,3 a 0,4 punti percentuali all’anno alla crescita complessiva della produttività che dal 2022 è rimasta quasi a zero», evidenzia l’ex numero uno della Banca centrale europea.

La sovranità sui dati

Ma la potenziale zona di sovranità europea nel campo dell’intelligenza artificiale è molto ristretta. I laboratori di frontiera europei «non possono competere finanziariamente con i concorrenti americani e cinesi, e la produzione di chip all’avanguardia è molto indietro. Ma i dati sono l’unico ambito in cui l’Europa può ancora essere sovrana, ed è anche l’area con il maggior potenziale di generazione di crescita», spiega l’ex presidente del

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