di Laura De Feudis
Una vita sulle barricate: l’impegno per la legalizzazione della cannabis, i diritti umani, l’eutanasia, i diritti dei migranti. E prima ancora per una legge sull’interruzione di gravidanza e il divorzio
Dici Emma Bonino e pensi alle battaglie per i diritti politici e di libertà degli ultimi 50 anni e oltre. Protagonista assoluta della vita politica del nostro paese (1948-2026), morta a Roma a 78 anni, ha legato il suo nome al Partito Radicale. Sono tanti i momenti della storia del nostro paese in cui Bonino ha fatto sentire la sua voce, sempre lucida e diretta. Scomoda e mai banale.
Manifestazioni, mobilitazioni, cortei, raccolta di firme, battaglie politiche portate avanti determinazione. Il corpo era uno degli strumenti di lotta politica: nel 1975 Bonino contribuisce alla nascita del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto (Cisa): si autodenuncia per il reato di procurato aborto, scegliendo la strada della disobbedienza civile per denunciare l’allora diffusa realtà delle interruzioni di gravidanza clandestine. Bonino, in anni cui non esisteva la legge 194 e l’aborto era un reato, aveva trasformato la sua storia personale in una vicenda politica.




