Il centrocampista americano manda un messaggio forte ai compagni: “Spalletti non può prendersi tutte le colpe, dobbiamo dare di più”
Giornalista
29 ottobre – 01:12 – MILANO
Dopo il capitano, il vice. Dopo Bremer, McKennie. I due tracolli della Juve contro Lazio e Genoa si concludono con lo stesso comun denominatore: un leader che si presenta ai microfoni e manda messaggi chiari ai compagni, con l’obbiettivo di provare a provocare una reazione caratteriale che sul campo la squadra non mostra mai. “I tifosi hanno ragione: dobbiamo fare di più, perché la Juve è un grande club e dobbiamo vincere – esordisce l’americano, il calciatore con più presenze in bianconero attualmente in rosa –. Per me Spalletti ora non può prendersi tutte le colpe, siamo tutti colpevoli: stiamo seguendo tutto quello che ci dice, ma sul campo siamo noi che dobbiamo fare di più. Le “cose dentro” non si possono allenare: quelle dobbiamo trovarle noi”.
stessi concetti—
Sono passati appena 10 giorni e la musica è sempre la stessa: sembra di risentire gli stessi concetti espressi da Bremer dopo la partita persa in casa contro



