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Dolomiti Energia in Borsa, evitare il populismo: il Trentino si gioca una buona fetta di futuro

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di Michele Andreaus

Bloccare la quotazione? Dietro questa idea c’è un’ideologia anticapitalistica

Il Gruppo Dolomiti Energia (DE, in sigla) è la più importante azienda trentina. Le radici affondano nella fusione di Sit (Trento) e Asm (Rovereto) e, nel primo decennio di questo secolo, ha ricevuto in dote prima buona parte della rete distributiva ceduta da Enel, poi le concessioni idroelettriche, attraverso la costituzione di due società, una con Enel e una con Edison, dove la provincia ne acquistò il 49%, con tutta una serie di patti parasociali. Enel nel 2016 cedette le sue azioni al fondo australiano Macquarie, il quale lo scorso anno uscì e DE, su istanza degli azionisti pubblici, esercitò la prelazione. Diventando quindi l’unico azionista di questa società. L’importanza di DE non è solo nel fatturato, ma anche nell’impatto sul territorio, nelle prospettive di carriera che offre, e, in un futuro prossimo, nella capacità di guardare oltre i confini provinciali.

I servizi

DE non è solo idroelettrico. È distribuzione, gestione rifiuti, metano e altri servizi. Si tratta quindi di un gruppo articolato, dove la capogruppo DEH controlla in modo totalitario, o quasi, varie società nei settori di business, oltre alle due citate società per la

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