di Daniela Polizzi
Mentre il gruppo affronta la crisi del lusso, il settore del beauty guidato da Gianluca Toniolo macina utili e ricavi per 675 milioni. La mossa vincente (e controcorrente) di portare all’interno l’attività, puntando su filiere nazionali
In un mercato mondiale del lusso che ancora stenta, Dolce & Gabbana punta sul beauty, un settore che a livello globale vale circa 60 miliardi. A tre anni e mezzo dal lancio del progetto che vede il controllo diretto di produzione, distribuzione e vendita — e dopo avere investito tra i 700 e gli 800 milioni — il gruppo inizia a tirare le somme su un impegno economico che è stato importante. Nel bilancio chiuso a marzo, la Dolce&Gabbana Beauty, sotto la guida dell’amministratore delegato Gianluca Toniolo, ha raggiunto i 675 milioni di ricavi sul fatturato consolidato di gruppo, chiuso a marzo di quest’anno, pari a 1,863 miliardi. Numeri che in realtà si amplificano a circa 1,1 miliardi se si considera il cosiddetto fatturato wholesale.Ma il dato rilevante viene dalla redditività: il margine operativo lordo è stato pari a 70 milioni.
La formula della redditività
Domani nella cornice di Napoli la società celebrerà il lancio del profumo Your




