Dopo i 45 minuti di Madrid, l’inglese verso la prima gara da titolare in nerazzurro: il periodo di ambientamento sembra terminato
Giornalista
10 settembre – 11:42 – MILANO
“Curtis, vai a sinistra”. “Yann, attento”. In un tempo, nel tempio, John Stones è sembrato già impadronirsi dei meccanismi dell’Inter. Un novizio veterano. Lo hanno preso per questo, per partite così: giocare al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid o in allenamento alla Pinetina contro l’Under 23 per lui non fa differenza. Le Pietre sono toste, ruvide. È il loro lavoro, è la loro natura.
IMPATTO CHIC—
Non era affatto scontato che Stones si presentasse così. Intanto perché la condizione, dopo il Mondiale e le successive vacanze ritempranti, non è ancora ottimale. E poi perché dopo l’intervallo, con la squadra sotto 2-0, Chivu ha chiesto ai suoi di rischiare tutto, di azzardare la rimonta. “Non è finita, giochiamocela”. Non si sbagliava, in fondo: l’Inter è stata molto vicina a riacchiappare il risultato, nonostante il doppio harakiri del primo tempo che aveva compromesso la situazione a favore di un incredulo Mourinho. Merito anche del nuovo leader della




