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Documento programmatico di finanza pubblica, l’esame in Parlamento. Giorgetti: «Lo scostamento di bilancio è un sentiero obbligato»

di Valentina Iorio

La risoluzione unitaria dell’opposizione chiede di vincolare lo scostamento di bilancio a misure contro la povertà

 «Lo scostamento di bilancio è un sentiero obbligato e consapevole» che,  allo stesso tempo, «garantisce sostenibilità» alla finanza pubblica senza intaccare il lavoro degli ultimi quattro anni. A dirlo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che in Aula alla Camera ha illustrato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), approvato dal governo il 2 ottobre, che definisce la cornice macroeconomica per la Manovra 2027. 

La clausola di salvaguardia

L’intera architettura del Dpfp ruota intorno all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. La National Escape Clause (Nec) che consente agli stati membri di incrementare le spese per la difesa e per l’energia senza che gli aumenti incidano sul rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. Il Dpfp prevede uno scostamento di bilancio più contenuto rispetto a quanto ipotizzato ad agosto. Il governo non intende utilizzare tutto lo spazio consentito dalla clausola di salvaguardia, che è pari all’1,5% del Pil (circa 36 miliardi di euro), ma solo l’1,2% (circa 29 miliardi). «L’attivazione della Nec è un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di prudenza e stabilità. Fino a quando la commissione Ue

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