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Difesa e industria, la riconversione è una strada lunga (e tortuosa)

di Carlo Cinelli

Il dibattito sulla riconversione: lo stop di Landini (Cgil) e i dubbi di Streparava (industriali bresciani)

Le riflessioni si accumulano. L’Economia ha scritto più volte del rapporto EY sulle 100 medie imprese, tra Piemonte e Lombardia, che potrebbero costituire la prima pattuglia sulla strada della riconversione. Mediobanca ha prenotato una giornata per fine mese (nuovo corso: a Rocca Salimbeni, Siena) dedicata alle medie «tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica».
Poi, la scorsa settimana, Maurizio Landini è andato dritto: «L’idea che attraverso l’investimento nei settori della difesa e delle armi si possa sostituire la crisi degli altri settori è una coglionata pazzesca». Tra Tony Montana e Leopardi, il leader Cgil ha però sottolineato il corredo di competenze tech e persone che l’industria civile ha in casa per chiudere con una venatura etica sul «tipo di sviluppo che vogliamo realizzare».

Sindacato e industria

Due giorni prima il presidente degli industriali bresciani, Paolo Streparava aveva osservato che «la difesa non è un tema separato dall’industria… Ma su questo occorre essere realisti: la conversione industriale verso l’aerospace e la difesa, tanto sbandierata in questi mesi, non avviene in un attimo. Servono pianificazione, collaborazione vera e

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