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Api infarinate e privatizzazione degli alveari: così l’Irlanda medievale normava gli sciami per proteggerli

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di Alessandra Nardini

Il valore delle api è riconosciuto fin dall’antichità, di sicuro ce n’è traccia nel medioevo. Si chiamava Bechbretha, “i giudizi sulle api”, e faceva parte del sistema del diritto brehon, il diritto consuetudinario irlandese. Queste leggi regolavano questioni come la proprietà degli alveari, gli sciami vaganti, i furti e i danni provocati dalle api

Come si regola la legge in caso di furto degli alveari? Chi ha diritto al miele prodotto dalle api che “hanno casa” in un terreno privato? Nell’Irlanda altomedievale queste domande non erano affatto marginali. Esisteva infatti un corpus di norme specificamente dedicato all’apicoltura, il Bechbretha,  letteralmente “i giudizi sulle api”, che faceva parte del più ampio sistema del diritto brehon, il diritto consuetudinario irlandese. Queste leggi, redatte tra il settimo e l’ottavo secolo, regolavano questioni come la proprietà degli alveari, gli sciami vaganti, i furti e i danni provocati dalle api. In una società che privilegiava la giustizia riparativa rispetto a quella punitiva, l’obiettivo principale era stabilire compensazioni e risarcimenti adeguati. Dato il loro valore economico derivante dal miele, dalla cera e dai prodotti curativi, questi piccoli animali venivano considerati al pari del bestiame domestico.

Funzione sociale

C’è poi un altro aspetto

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