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Diesel, i consumi calano del 7,5%. La benzina invece cresce

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I dati Unem confermano come il prezzo alla pompa del diesel impatti e non poco i consumi totali, con tanti conducenti che rinunciano al rifornimento

Se i consumi petroliferi totali, causa il conflitto mediorientale e tutte le conseguenze geopolitiche e logistiche che comporta, sono calati dell’1,9%, attestandosi a oltre 4,7 milioni di tonnellate, quelli legati ai prodotti per la mobilità aumentano, ma con una grande eccezione. E questa riguarda il gasolio: tra i carburanti, infatti, il diesel è quello che ha subito l’aumento di prezzo alla pompa più significativo (+57 centesimi dall’inizio del conflitto, datato 28 febbraio 2026), con i consumi che iniziano ora a registrare una flessione significativa. A settembre sono infatti calati del 7,5%, seguendo una tendenza contraria a quella della benzina, cui i consumi sono aumentati del 4,9% (+39.000 tonnellate), raggiungendo il picco massimo degli ultimi 16 anni per quanto riguarda il singolo mese di settembre. Record storico di consumi nel nono mese dell’anno anche per il jet fuel, che registra il quinto mese in positivo consecutivo, nonostante a inizio conflitto fosse il carburante di cui si temeva la carenza. Prendendo in considerazione i dati del periodo gennaio-settembre 2026, le tendenze non cambiano: sono stati registrati aumenti

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