di Fausta Chiesa
I calcoli dell’Unem: tra marzo e settembre il gasolio in Europa ha registrato un differenziale medio superiore ai 7 centesimi euro al litro, con picchi fino a 13 centesimi rispetto agli Usa
Lo spread dell’Italia cresce così come i tassi dei titoli di Stato con il rendimento del Btp decennale benchmark (che misura di riferimento dell’aumento del costo del debito italiano, con il Mef che deve pagare interessi più alti se vuole prendere soldi a prestito) oggi, 22 ottobre, è arrivato intorno al 4,59% lordo. Niente in confronto a quanto pagano gli Stati Uniti, oggi intorno al 5 per cento ma che ha toccato un record a 5,36% il 7 ottobre. Il vero spread, cioè lo svantaggio dato da spese maggiori, è quello sul costo non per mettere soldi nelle casse dello Stato ma per fare il pieno di gasolio o cherosene.
Gasolio, in Europa 7-13 centesimi in più
Secondo elaborazioni Unem su dati dell’Agenzia internazionale per l’energia, tra marzo e settembre 2026 il gasolio in Europa ha registrato un differenziale medio superiore ai 7 centesimi euro/litro, con picchi fino a 13 centesimi rispetto al mercato americano. Applicando questo differenziale sui consumi stimati di UE




