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Dieci anni fa la notte più bella del Pipita. Poi Napoli scoprì che era un biglietto d’addio

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Il 14 maggio 2016 l’ex attaccante superarò il record di Gunnar Nordahl con una tripletta al San Paolo contro il Frosinone. L’ultimo gol, stop di petto e sforbiciata, fu un capolavoro che sapeva d’amore. Se solo il popolo azzurro avesse saputo cosa sarebbe successo…

Quel giorno il Pipita si scatenò, come scosso da una forza che era esplosa all’improvviso segnò una tripletta in meno di venti minuti, nel boato del San Paolo – ancora si chiamava così – arpionò quota 36 reti, firmò dunque un record che durava da sessantasei anni scalzando il primato dello svedese Gunnar Nordahl e con un gesto spettacolare – quello del terzo gol – rovesciò letteralmente il campionato. Quella fu la sua consacrazione, ma anche la sua cartolina d’addio a Napoli, la città dove era arrivato – dal Real Madrid – tre anni prima. C’erano in gioco, quella domenica, ambizioni e sentimenti, rimpianti e consolazioni.

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