Home / Politica / Delitto Aldo Moro, la confidenza del collaboratore del presidente Dc: «Usa e Urss decisero che doveva morire»

Delitto Aldo Moro, la confidenza del collaboratore del presidente Dc: «Usa e Urss decisero che doveva morire»

image

di Silvia Madiotto

Sereno Freato lo raccontò al politico vicentino Mauro Fabris, allora ventenne: «Mi disse che incontrò in segreto gli avvocati della Raf per liberarlo ma gli risposero che il suo destino era stabilito a livello più alto»

Gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica e la Raf, gruppo terrorista dell’estrema sinistra tedesca. Tre soggetti che, stando ad alcune ipotesi che circolano da anni, potrebbero avere avuto un ruolo indiretto nel delitto Moro, uno dei momenti più drammatici della storia d’Italia. Il coinvolgimento di Usa e Urss, infatti, è al centro di teorie che vedono le due superpotenze straniere interessate a ostacolare l’ascesa dell’allora leader della Dc Aldo Moro in modo da fermare quello che fu chiamato il «compromesso storico», che prevedeva l’ingresso del Partito Comunista al governo. La banda tedesca, invece, sarebbe stata informata di questa ostilità e avrebbe svelato a un politico veneto che no, Aldo Moro non poteva essere salvato: «Doveva morire».

Il racconto di Mauro Fabris

Il politico in questione era Sereno Freato, vicentino, stretto collaboratore di Moro, morto nel 2013. E le sue parole erano state raccolte, nel 1990, dall’allora segretario provinciale di Vicenza della Dc, un giovane Mauro Fabris: «Mi raccontò che nei

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: