
di Mary Tota
Quando mancano sette giorni all’appuntamento con i ministeri della Salute e delle Finanze per dire come sarà ripianato il disavanzo di 369 milioni, Antonio Decaro sembra aver trovato la soluzione attingendo per metà al bilancio
A sette giorni dall’appuntamento con i ministeri della Salute e delle Finanze, l’obiettivo è uno: racimolare tutto il possibile per arrivare a coprire con l’aumento delle tasse la parte più esigua possibile del disavanzo sanitario da 369 milioni di euro.
Negli assessorati regionali alla Sanità e al Bilancio si lavora alacremente per arrivare a Roma con quante più risorse possibili, recuperando ogni rivolo di spesa e imponendo tagli lineari agli assessorati.
La scelta, dunque, da parte del presidente Antonio Decaro sembra compiuta. Tra un bilancio di previsione da approvare a dicembre con il massimo budget disponibile e attenuare l’aumento della tassazione formulando un bilancio più contenuto, il governatore, lo si intuisce, ha deciso per la seconda soluzione.
Troppo impattante, evidentemente, è stato ritenuto il dover coprire il disavanzo della sanità attingendo totalmente dal maggior gettito fiscale. E, dunque, fatte salve imprese contabili da record, si tenterà di arrivare all’appuntamento romano del 30 aprile con almeno la metà dei fondi già disponibili




