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Alluvione, il richiamo del commissario Curcio: «Non risolvo tutto io, la ricostruzione ha tre fasi e ora serve la visione del territorio. Delocalizzazioni? Per chi non può ricostruire»

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di Redazione online

Il commissario alla ricostruzione post alluvione in Emilia-Romagna: «Ai cittadini della Val di Zena dico che io mi occupo del danno, per quanto riguarda il rischio generale invece tocca ad altri individuare le opere»

Strigliata del commissario Fabrizio Curcio sulla ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna. «Spesso la figura commissariale viene intesa un po’ come la soluzione di tutte le problematiche. Ma le mie competenze sono chiare». 

Ricostruzione in tre fasi: «Ora serve la visione del territorio»

Curcio lo mette in chiaro a Bologna, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia dell’Agricoltura, nella sala dello Stabat Mater in Archiginnasio. Secondo Curcio, è necessario «riportare la corretta visione sul dissesto idrogeologico: c’è una fase emergenziale; c’è una fase di ricostruzione, che in genere è supportata dal Governo centrale; e poi c’è la visione del territorio e il tema del rischio, che è a carico degli enti territoriali, regionali, le autorità di distretto e le comunità scientifiche che fanno parte del territorio, con risorse ad hoc».

Da questo punto di vista, ricorda il commissario, «è stato stanziato un miliardo di euro nei prossimi 11 anni ed è una responsabilità che poi attiene al territorio, su cui il commissario fa

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