
La protesta di attori e registi in difesa dell’educazione sessuale e affettiv: «Basterà il diniego di un genitore per impedire l’avvio di un progetto. Parlarne a scuola vuol dire offrire ai giovani strumenti per comprendere se stessi»
Tre giorni fa l’approvazione del ddl Valditara riguardo al consenso informato dei genitori sull’educazione sessuoaffettiva a scuola: il Senato ha dato il via libera definitivo con 78 voti favorevoli e 38 contrari e così il testo, già approvato dalla Camera, è diventato legge. «Tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori» ha rivendicato il ministro. Parole che non trovano d’accordo uno stuolo di famosi attori e registi, che hanno scritto una lettera di protesta: nomi di peso del cinema e del teatro italiani, legati alla Fondazione «Una Nessuna Centomila». Fra i tanti Fiorella Mannoia, fra le più attive con iniziative contro la violenza sulle donne, e Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Noemi, Tosca, Lino Guanciale, Gigi D’Alessio, Ermal Meta, Piero Pelù. E ancora, Caterina Caselli, Ferzan Özpetek, Anna Ferzetti, Carolina Crescentini, Francesca Michielin, Giuliano Sangiorgi, Paola Turci, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Claudia Panfolfi, Edoardo Leo, Brunori Sas, Francesca e Cristina Comencini, Serena Dandini, Jasmine Trinca e infiniti altri.
«L’Italia sorda




