di Silvia Turin
Nel libro «The Stimulated Mind» il neuroscienziato britannico Tommy Wood sostiene che il cervello (anche a 60, 70 o 80 anni) può ancora adattarsi e propone alcune azioni per potenziare la plasticità cerebrale
Il destino del nostro cervello non è per forza quello di invecchiare scivolando in un lento ma inesorabile declino cognitivo.
La nostra mente vive e prospera quando è stimolata (è una delle sue caratteristiche fondamentali) e può rimanere pressoché inalterata, come dimostrano numerosi recenti studi (si veda QUI), anche in tarda età.
Si chiama neuroplasticità: la capacità di modificarsi, reinventarsi, imparare. Una capacità che è massima nel bambino, ma che non scompare mai e, adattandosi all’ambiente e all’esperienze, permette di far nascere nuovi neuroni. A seconda di quello che viviamo e di come lo affrontiamo, sviluppiamo o potenziamo alcune capacità cognitive e ne riduciamo altre (basti pensare agli adattamenti cerebrali dovuti all’uso quotidiano di smartphone intelligenza artificiale).
Il metodo
È proprio basandosi su questa caratteristica del cervello che il neuroscienziato britannico Tommy Wood propone il «metodo delle 3S» per contrastare il declino cognitivo potenziando la plasticità cerebrale.
Le 3S è una formulazione accattivante come lo sono alcuni titoli di testate che, parlando




