A Torreglia, in provincia di Padova, il Torresano diventa De.Co. (Denominazione comunale, ndr) e passa da una consuetudine tramandata nel tempo a un riconoscimento ufficiale che ne definisce identità e caratteristiche. Il piatto, da anni presente nella cucina locale, entra così in un percorso che coinvolge Comune, ristoratori e operatori dei Colli Euganei.
La presentazione si è tenuta il 9 settembre a Villa dei Vescovi, a Luvigliano di Torreglia, villa di inizio Cinquecento oggi bene del FAI, immersa nel paesaggio dei Colli Euganei. Le radici del Torresano affondano nella tradizione veneta dei colombi, in particolare dei giovani esemplari cresciuti un tempo nelle colombare ricavate nelle torri e nei sottotetti. A Torreglia questa consuetudine si è tradotta in una preparazione entrata stabilmente nei menu di trattorie e ristoranti. A documentarne la presenza c’è anche la Carta Gastronomica del Padovano del 1966, che cita espressamente i “Torresani – Torreglia” e ricorda il ruolo di trattorie e osterie nella diffusione del piatto.
Il Torresano di Torreglia diventa De.Co. Forno, “tocio” e polenta: i tratti del Torresano di Torreglia
La De.Co. definisce alcuni elementi precisi della preparazione. La materia prima è il piccione




