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Deducibilità fino al 60% e tetto a 26.000 euro: la riforma fiscale delle auto aziendali sul tavolo del governo

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Per quanto riguarda la deducibilità fiscale (nei limiti appena visti), le associazioni chiedono di superare l’attuale schema 20%-70% previsto, rispettivamente, per le auto in pool e per quelle a uso promiscuo, e di modulare la deducibilità in funzione dell’alimentazione sulla base di uno schema che si ispira alla recente riforma del fringe benefit e che, dunque, privilegia le macchine elettriche e plug-in.

Dunque, per le vetture in pool: 30% per le Phev con emissioni di CO2 superiori a 90 g/km, 40% per le Phev con CO2 fino a 90 g/km e 60% per le elettriche; sulle auto a uso promiscuo, invece, si chiede di passare dall’attuale 70% al 73%, 77% e 90% rispettivamente.

Un doppio intervento, quella sui massimali e sulle percentuali, che, sempre secondo Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae, costerebbe allo Stato circa 515 milioni di euro, ma che sposterebbe sensibilmente gli acquisti aziendali e i noleggi facendo aumentare del 65% le immatricolazioni Bev e Phev.