di Fabio Savelli
La storia di Carlotta Siniscalco, da Milano alla Silicon Valley, passando per Wall Street e Stanford. Socia di Emergence e madre di tre figli, sostiene gli imprenditori immigrati: conosce il prezzo del sogno americano. La sua storia
Prima di scegliere a quali imprenditori affidare milioni di dollari, Carlotta Siniscalco doveva convincere qualcuno ad affidarle uno stage. Inverno 2007: diciannove anni, nessuna esperienza, decine di email spedite ai membri dell’Aifi, l’associazione italiana del private equity e del venture capital. Due risposte. Una porta aperta. A volte una carriera comincia così: con una casella di posta quasi vuota e la determinazione a scrivere ancora.
La incontriamo da Jane on Fillmore, un caffè di San Francisco. Oggi è socia di Emergence Capital, uno dei nomi di riferimento del venture capital americano, che ha investito in società come Salesforce e Zoom. Nel 2026 è diventata general partner: siede dalla parte di chi può dare a un’idea i mezzi per diventare un’impresa. Ma per capire come sia arrivata fin qui bisogna tornare a quella ragazza italiana che cercava un’occasione, molto prima di avere un curriculum capace di procurargliela.
Il ritratto
Milanese, tre figli, tecno-ottimista, Carlotta appartiene alla categoria




