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Ilva, cosa succede adesso? L’acciaio prodotto con i forni elettrici, la nuova gara e il sostegno di Leonardo, Fs e Fincantieri

di Michelangelo Borrillo

L’azienda dovrà riconvertirsi ai forni elettrici. Ma la decarbonizzazione comporterà numerosi esuberi. In attesa della nuova gara il governo ha chiesto il sostegno per nuovi investimenti alle partecipate di Stato

Preridotto (il cosiddetto Dri, Direct reduced iron) e forni elettrici. La risposta su quale sarà il futuro dell’ex Ilva dopo la decisione della Cassazione, il governo l’ha già data due giorni fa, nell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi con i sindacati. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, lo ha ribadito ai sindacati: «Il governo conferma, ancora una volta, l’impegno per dare continuità alla produzione dell’acciaio in Italia e, in questo quadro, per assicurare prospettive industriali a Taranto, con forni elettrici e decarbonizzazione, come ribadito il 14 ottobre scorso dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, nell’Aula del Senato della Repubblica». «Tale impegno – ha anche aggiunto – si fonda anche sulla disponibilità, allo stato e in prospettiva, delle risorse finanziarie occorrenti per portare a compimento il processo di decarbonizzazione. 

La gara per la vendita

Chi porterà avanti questo processo di decarbonizzazione?  Attualmente è in corso una procedura di vendita. Entro l’8 novembre vanno presentate le offerte vincolanti da parte dei gruppi che restano in

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