Digiuno e astinenza: le regole della Quaresima
La tradizione cristiana prevede che, nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, si osservi un periodo di rinuncia, in particolare attraverso l’astinenza dal consumo di carne. In termini più precisi, è il Codice di Diritto Canonico (can. 1251) a disciplinare digiuno e astinenza: l’astinenza dalle carni è prevista in tutti i venerdì dell’anno, salvo le solennità, mentre digiuno e astinenza sono obbligatori nel Mercoledì delle Ceneri e nel Venerdì Santo. Il digiuno non comporta l’assenza totale di cibo, ma la riduzione a un solo pasto completo nell’arco della giornata, compatibilmente con le condizioni di salute.
Sono escluse sia le carni rosse sia quelle bianche, così come i cibi particolarmente elaborati o costosi; sono invece consentiti latticini, uova, pesce, verdure e condimenti, anche di origine animale. L’astinenza dalla carne affonda le proprie radici nella tradizione dell’Antico Testamento, dove il consumo di carne era associato alla stimolazione delle passioni, in contrasto con il valore spirituale di purificazione e distacco che caratterizza questo periodo. Anche le ricostruzioni storiche, archeologiche e bibliche relative alla Gerusalemme del I secolo d.C. restituiscono un quadro alimentare essenziale, fatto di piatti semplici, legati alla disponibilità locale e alle abitudini delle classi meno




