
di Tommaso Labate
La proposta di Giuseppe Conte è solo l’ultimo di molti tentativi
Insomma c’è la parola «alleanza», che ritorna di moda nel cantiere aperto del centrosinistra a ventidue anni di distanza da un nome ufficializzato e poi scartato (era «Grande alleanza democratica», acronimo Gad, che poi diventò «l’Unione»). E c’è la parola «Costituzione», richiamo sempreverde a quella che per i progressisti italiani rimane «la più bella del mondo» e soprattutto rimando al recente successo del No al referendum sulla giustizia. Dovesse avere la meglio la proposta di Giuseppe Conte di battezzare il campo largo «Alleanza per la Costituzione», il centrosinistra nostrano scriverebbe l’ennesimo capitolo della toponomastica interna, re-inaugurata con le coalizioni della Seconda Repubblica dopo lo sventurato precedente del Fronte popolare (in realtà si chiamava «Fronte democratico popolare», comunisti e socialisti più qualche formazione minore) agli albori della Prima, nel 1948. Capitolo che si arricchirebbe anche del recentissimo dibattito tra i leader del campo largo che di «Campo largo» non vogliono sentire parlare. Come provano le suggestioni proposte negli ultimi tempi, da «Alleanza per l’Italia» (Angelo Bonelli, dimenticando forse che il nome era stato usato da Francesco Rutelli per il suo ultimo partito) ad «Alleanza per i




