
Il colosso cinese degli aspirapolvere aveva puntato sulle quattro ruote con progetti ambiziosi e concept spettacolari. A un anno dall’ingresso nel settore, però, la divisione viene smantellata e dalle testimonianze degli ex dipendenti sarebbe emersa una storia molto diversa da quella raccontata al pubblico
25 agosto – 19:07 – MILANO
Dagli aspirapolvere alle auto, anzi alle hypercar, per poi tornare agli aspirapolvere. È durata un anno l’avventura di Dreame nel panorama automobilistico, o meglio il tentativo di entrare nel settore delle quattro ruote dall’ingresso principale. L’azienda, conosciuta in tutto il mondo principalmente per i robot che aspirano e lavano in autonomia i pavimenti di casa, ha deciso adesso di chiudere la sua divisione automobilistica, che nel suo momento più alto impiegava quasi mille persone, e di cancellare la Nebula Next 01 Jet Edition.
DECLINO—
Si è capito più o meno a maggio che qualcosa non procedeva per il verso giusto. Tre mesi fa Dreame ha fatto partire le prime lettere di licenziamento ai dipendenti della divisione automobilistica. Le prime di una lunga serie, tanto che in breve l’ordine di grandezza




