di Leonard Berberi
L’idea dell’imprenditore-armatore Stelios Haji-Ioannou (che ha una quota di easyJet) che ha deciso di destinare la maggior parte degli utili in beneficenza
I turisti che passeggiano a Parigi, lungo rue du Faubourg Poissonière, vengono attratti dall’insegna di una palestra, «easyGym»: con il suo testo in grassetto e bianco, su sfondo arancione, è uguale — graficamente — al brand di easyJet, una delle più importanti compagnie aeree low cost. Il primo pensiero è che facciano parte dello stesso gruppo. E del resto lo stesso ragionamento lo fa chi prenota qualche notte su easyHotel o noleggia uno spazio per l’auto su easyPark.
Non è così. Dietro ognuno di questi marchi c’è un’operazione societaria diversa, con azionisti diversi, bilanci diversi e spesso destini finanziari diversi. Il filo che li unisce è un (quasi) identico contratto di licenza. E il beneficiario di quel contratto è lo stesso uomo: sir Stelios Haji-Ioannou che attraverso la sua società, easyGroup (e non poteva chiamarsi altrimenti), possiede un marchio — la parola «easy», scritta appunto in un certo modo e con determinati colori — e lo affitta.
La storia risale al 1994. Haji-Ioannou all’epoca ha 27 anni e viene da




