L’ex capitan azzurro rompe il silenzio dopo l’addio alla FIGC: “Mancini resta una scelta tecnicamente giusta, ma avrei scelto un profilo diverso. Ranieri è una garanzia. Il nostro calcio non valorizza i giovani ed è rimasto indietro: è ora di cambiare davvero”
Giornalista
2 agosto – 00:14 – MILANO
E ora, Buffon? “E ora c’è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare lo slancio che ci ha portati all’Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale”. Gigi Buffon è fuori dal calcio per la prima volta in trentacinque anni, ha detto “no” alla proposta di Maldini e Leonardo pur vacillando, e in caso di sì probabilmente li avrebbe seguiti nell’addio. Ma la Nazionale è la sua squadra, “è la squadra di tutti”, e lui che è un simbolo, il giocatore con più presenze (176), non può restare in silenzio in un momento così.
Mancini ha ammesso: “Ho sbagliato”. Sufficiente?
“Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così”.
Per lei?
“Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente




