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Crosetto: «Militari in Arabia? Era noto. Assurdo sostenere che siamo in guerra, ma se serve torneremo in Parlamento per spiegare»

di Paola Di Caro

Il ministro della Difesa: titoli di Stato o fondi Safe, gli investimenti non cambieranno

Dai militari in Arabia Saudita alla crisi di Ceuta, dall’Ucraina alla sicurezza interna da proteggere, dai fondi per la difesa (Safe) allo scostamento di bilancio fino ai rapporti nel centrodestra. Guido Crosetto parla di tutto e mette molti punti fermi.

I militari in Arabia: siamo in guerra senza dirlo?
«Niente di più assurdo. Sono sconcertato dal fatto che si consideri “una notizia” ciò che è stato già spiegato, nelle Commissioni competenti, da me e dai vertici della Difesa, con informative puntuali».

Crosetto: «Militari in Arabia? Era noto. Ma se l’opposizione lo chiede tornerò in Aula a spiegare»

Che cosa, esattamente?
«Già mesi fa era stato annunciato lo spostamento dei nostri militari dal Kuwait all’Arabia Saudita. I nostri contingenti sono in servizio in Medio Oriente, in missioni già esistenti e autorizzate, a difesa dei nostri cittadini e dei nostri interessi, e anche per supportare i Paesi amici del Golfo, ancora oggi sotto attacco, con compiti puramente difensivi: Bahrein, Emirati Arabi, Arabia Saudita, lo stesso Kuwait, ci hanno chiesto aiuto. È noto che le nostre forze aeree, e le relative capacità militari, sono state spostate dal Kuwait, perché non più in grado di

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