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Corelli e il tè in cucina: come cambia l’abbinamento nei nuovi format ristorativi

Un terzo del pianeta abbina il tè al cibo in modo abituale, spesso radicato in tradizioni che precedono la ristorazione contemporanea occidentale. In Italia questo approccio sta trovando spazio solo negli ultimi anni, con interpretazioni che si adattano ai codici della cucina e del servizio locali. A Roma, il confronto tra il tea master Albino Ferri e lo chef pluristellato Igles Corelli ha offerto una lettura diretta di questo passaggio. Non come tendenza, ma come evoluzione di un’abitudine gastronomica già esistente altrove.

Corelli e il tè in cucina: come cambia l’abbinamento nei nuovi format ristorativi

Da sinistra: il tea master Albino Ferri e lo chef pluristellato Igles Corelli

Tra sostenibilità della ristorazione e nuovi format

Nel dialogo, Corelli mette in evidenza un punto strutturale: la ristorazione sta attraversando una fase di trasformazione legata a modelli operativi sempre più complessi. Il tema del personale e della sostenibilità delle brigate di cucina impone, secondo lo chef, una revisione dei format.

«Io sono convinto che la ristorazione, così come l’abbiamo conosciuta, stia cambiando profondamente», ha evidenziato lo chef. In questo scenario si inseriscono modelli più snelli, con proposte meno vincolate alle strutture tradizionali del servizio.

Il tè come elemento di abbinamento

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