
Mentre i riflettori erano puntati sugli incontri istituzionali tra il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Firenze si stava consumando un passaggio destinato a lasciare il segno nel lungo periodo. Tra le sale degli Uffizi, culla del Rinascimento italiano e uno dei musei più celebri al mondo, Corea del Sud e Italia hanno posto le basi per una nuova stagione di cooperazione culturale che va ben oltre una semplice collaborazione tra istituzioni museali.
La firma dell’accordo tra le Gallerie degli Uffizi e il Museo Nazionale della Repubblica di Corea rappresenta infatti il tassello più visibile di un fenomeno più ampio. Dopo aver consolidato la propria presenza globale attraverso musica, cinema, serie televisive e industria creativa, Seoul sta investendo sempre di più nella diplomazia culturale. E l’Italia, dagli Uffizi al Museo Egizio di Torino, è diventata uno dei partner più interessanti di questa strategia.
La firma è avvenuta nella Biblioteca Magliabechiana degli Uffizi alla presenza del presidente Lee Jae Myung, della first lady Kim Hye Kyung, del ministro degli Esteri Cho Hyun, dell’ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia Kim Choon-goo e dell’ambasciatrice d’Italia in Corea Emilia Gatto.




