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Confindustria Moda: alla tutela della filiera all’AI, le priorità per il prossimo decennio

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Sburlati: «Le cinque rotte indicano una direzione chiara: difendere il Made in Italy, rafforzare la nostra capacità industriale e costruire le condizioni per tornare a fare impresa con fiducia»

Difendere il patrimonio industriale del Made in Italy, accelerare sull’innovazione e sull’intelligenza artificiale, investire sul capitale umano e rafforzare la competitività europea. È la strategia delineata da Confindustria Moda durante l’Assemblea generale 2026, intitolata «Le nuove rotte per il Sistema Moda – Trasformarsi per restare leader», che si è svolta a Palazzo Mezzanotte a Milano. L’appuntamento è stato anche l’occasione per fare il punto sull’andamento economico del comparto, che continua a risentire della frenata del lusso e del rallentamento della domanda internazionale. Secondo il rapporto «Lo Stato della Moda», nel 2025 il settore tessile-abbigliamento ha registrato un fatturato di 58,39 miliardi di euro, in calo del 2,4% rispetto ai 59,8 miliardi del 2024, dopo il picco di 63,7 miliardi raggiunto nel 2023. L’export si è attestato a 36,94 miliardi di euro (-1,6%), pur continuando a rappresentare il 63,3% del fatturato complessivo del comparto. Il rallentamento delle esportazioni conferma il cambio di scenario internazionale dopo gli anni del rimbalzo post-pandemia. Dopo il massimo storico di 38,68 miliardi raggiunto nel 2023, le vendite

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