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Chailly: «Celebriamo gli 80 anni della rinascita della Scala, quando Toscanini la riaprì a pochi giorni dal referendum del 2 giugno»

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Tra il 15 e il 16 agosto 1943 il centro di Milano fu bombardato e la Scala distrutta. Subito si decise di ricostruirla affidando i lavori all’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi e l’11 maggio 1946 Arturo Toscanini diresse il concerto della riapertura, che si inserì nel quadro di ricostruzione materiale, civile e culturale del Paese. La Scala celebra gli 80 anni dallo storico concerto con tre giorni di iniziative (convegno e apertura mostra il pomeriggio di sabato 9) che culmineranno lunedì mattina con una cerimonia pubblica e concerto diretto da Riccardo Chailly alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Maestro, perché la Scala fu il primo edificio ricostruito e riaperto?
«Il teatro fu un simbolo civile. L’Italia volle ripartire dalla sua grandissima identità culturale».
Tornò Toscanini dagli Stati Uniti, ma poi non accettò la direzione stabile del Teatro, perché?
«Forse perché aveva una età avanzata e aveva fatto già tre mandati alla Scala, un fatto mai accaduto. Credo che nel ’46 avesse esaurito il desiderio della sua esperienza a teatro. È vero che aveva un carattere complicato, ma ciò che rimane di lui non è l’aspetto scomodo, ma la grandezza del musicista. Ancora oggi noi direttori coltiviamo l’impegno a continuare un pensiero che si

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