di Leonard Berberi
La relazione finale dell’Ansv sul volo senza passeggeri la notte del 20 settembre 2025. Gli errori dei piloti e il ruolo del software non aggiornato
La notte del 20 settembre 2025 di fronte a Catania c’erano tutti gli elementi per un disastro aereo causato dal fattore umano. La fretta di decollare, un piano di volo non corretto, la mancata applicazione delle procedure sulle velocità, l’eccessiva sicurezza del pilota ai comandi nel decidere di staccarsi comunque dalla pista, la scarsa assertività del collega che monitorava e l’illusione somatogravica che fa ritenere di andare in un senso e invece si sta andando in quello opposto.
Il volo Air Arabia Catania-Amman, senza passeggeri con due piloti e quattro assistenti di volo, è stata una tragedia sfiorata per appena 12 metri e mezzo, scrive nel suo rapporto finale d’indagine l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv). È stata questa l’altezza minima segnata dal radioaltimetro dell’Airbus A320 alle 23.57, pochi secondi dopo il decollo dalla pista 08 dello scalo di Fontanarossa. Il jet era in trasferimento ad Amman per una manutenzione programmata.
L’aereo parte da Casablanca, Marocco, con ritardo e atterra a Catania alle 22.51.




