
“La dignità è basilare e dignità significa essere sé stessi. Mio padre una volta. Io ho sempre preferito dirmi ‘sono un coglione’ piuttosto che incolpare la sfortuna”
7 novembre (modifica alle 13:25) – MILANO
Dino Zoff, prossimo al traguardo degli 85 anni, ripercorre la sua vita e la sua carriera in un’intervista rilasciata a Repubblica in cui parte dalle sue radici e ripercorre la sua avventura sportiva. Figlio di un ex bersagliere reduce dalla prigionia durante la seconda guerra mondiale, Zoff è cresciuto con il culto del lavoro e della responsabilità, imparando che l’unica cosa di cui ci si potesse lamentare fosse la grandine, l’imprevisto contro cui non ci si può difendere. “La dignità è basilare e dignità significa essere sé stessi – racconta l’ex portiere di Juve e Napoli -. Sono l’unico calciatore italiano ad aver conquistato sia un Europeo che un Mondiale, ma sono soprattutto un uomo di sport. Uno che ha provato sempre a vincere, ma sa che si può anche perdere. Quando mi è accaduto, e mi è accaduto, non ho mai cercato scuse. Una volta presi un gol strano e dissi a mio padre che



