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Il socio piemontese che ha rilevato Speedline: «Il rilancio si può fare: dentro il piano ci sarà anche un museo»

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di Federico Nicoletti

Prodotti, investimenti e personale, Decisi spiega i dettagli: «Obiettivo 400 mila cerchi l’anno»

«Io non posso promettere il futuro, ma posso dire che non risparmieremo nulla per costruirlo tutti insieme». L’impegno di riassorbire dipendenti e di investire sullo stabilimento, per far correre una Speedline concentrata sull’alto di gamma. Entro un rilancio di cui farà parte anche un museo d’impresa. Allinea gli elementi concreti del progetto Speedline, Pierangelo Decisi, l’imprenditore alla guida di Sigit, il gruppo industriale piemontese che ha come socio al 40% il fondo sovrano dell’Oman, 220 milioni di fatturato complessivo, per il 70% nell’automotive. E lo fa all’indomani dell’approvazione, l’altro ieri al Mimit, nel vertice con sindacati e commissari straordinari, del contratto preliminare di acquisizione della storica azienda dei cerchi per auto di Santa Maria di Sala, nel Veneziano, dalla gestione straordinaria, dopo una lunga crisi. Preludio all’atto finale, il passaggio di proprietà che sarà firmato il 27 novembre in azienda, alla presenza del ministro Adolfo Urso e dell’ambasciatore dell’Oman, Nazar Al Julanda Majid Alsaid.

«Stiamo già cominciando a contattare i produttori europei – racconta sui primi passi Decisi – dicendo che Speedline è tornata sul mercato e che è pronta ad

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