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Il paradosso di Max: scelto per gestire, si ritrova a inventare

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Lo strano caso di Max Allegri e dei suoi Napoli (im)possibili ha un nuovo capitolo. Dopo la ricerca di un modulo che seguiva quello di una identità, ora si apre il ritiro con esercizi tattico-spirituali: “todo modo para buscar la victoria divina”. E sempre con gli stessi – contati – calciatori. Il Napoli e Max Allegri arrivano in apnea allo scontro con la Lazio di Rino Gattuso che ha avuto una mutazione assoluta tanto da essere prima in classifica con un calcio pragmatico-aggressivo difficile da contrastare, almeno dall’ultimo Napoli che abbiamo visto giocare in Portogallo, quello che provava ad essere – improvvisamente – gasperiniano, finendo sommerso dal palleggio e dai gol del Porto di Francesco Farioli, che – per un paradosso – un tempo sarebbe stato un possibile allenatore del Napoli, prima che Aurelio De Laurentiis cambiasse canone calcistico alla sua squadra. È questa l’origine di tutti i problemi che portano oggi Max Allegri a giocare al piccolo chimico. 

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