
di Giuseppe Di Bisceglie
L’operazione dell’Istituto repressioni frodi del ministero dell’Agricoltura e della guardia di finanza, che hanno accertato discrepanze tra le quantità di olio presente nei magazzini e quelli risultanti nei registri contabili dell’azienda
Centosettantaquattro tonnellate di olio extravergine di oliva, per un valore commerciale superiore a 1,5 milioni di euro, sono state sottoposte a sequestro amministrativo in uno stabilimento della provincia di Foggia. L’operazione, condotta il 4 novembre, è stata portata a termine dagli operatori dell’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari, competente per Puglia e Basilicata, insieme ai militari della Guardia di Finanza. L’intervento rientra nel piano straordinario di controlli predisposto per la campagna olearia 2026-2027.
A far scattare il provvedimento sono state le significative discrepanze riscontrate tra le quantità di prodotto effettivamente presenti nei serbatoi e quelle riportate nelle registrazioni contabili. Nel dettaglio, il sequestro ha riguardato 126 tonnellate di olio extravergine di oliva dichiarato di origine greca e altre 48 tonnellate di extravergine italiano biologico.
L’attività ispettiva è stata preceduta da un’analisi preventiva del rischio, resa possibile dall’incrocio delle banche dati dell’Ispettorato e dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). In particolare,




