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Caso Garlasco e impugnazioni delle sentenze, l’Anm apre a Nordio: «Pronti a dare il nostro contributo»

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di Fabrizio Caccia

L’associazione delle toghe: ma serve un testo. Poi su Stasi: non siamo un quarto grado di giudizio

È la prima assemblea dei magistrati italiani dopo la vittoria dei No al referendum sulla giustizia, il giorno dell’orgoglio dell’Anm, ma il suo presidente Giuseppe Tango, di Magistratura indipendente (la corrente più a destra delle toghe) dopo tante polemiche conferma comunque il «nuovo corso» all’insegna del dialogo con la politica, annunciato già a fine marzo quando fu eletto al posto del dimissionario Cesare Parodi.

Così ieri ha teso la mano al Guardasigilli, Carlo Nordio, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del ministro a proposito del caso Garlasco. «Secondo me — aveva detto Nordio — dovrebbe essere cambiata la legislazione per la quale una persona assolta in primo e in secondo grado può poi senza nuove prove essere condannata», parlando in generale ma riferendosi ad Alberto Stasi. E Tango ieri non ha chiuso la porta a nuove possibili soluzioni: «Se Nordio o il legislatore o il governo — ha detto — vorranno affrontare il tema dell’impugnazione o meno delle sentenze, e avremo un testo davanti, come sempre saremo pronti a dare il nostro contributo tecnico».

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