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Carta vini da 2mila etichette: così il ristorante diventa un magazzino

imageIl modello di ricarico secondo Sartoretti

Il sistema di ricarico adottato da Sartoretti non segue una percentuale unica, ma una logica progressiva costruita per fasce di prezzo. L’idea di fondo è mantenere il vino come servizio accessorio alla cucina, evitando che diventi un elemento di pressione eccessiva sul conto finale del cliente. In enoteca e nella fase precedente alla pandemia, il ricarico si attestava su livelli relativamente contenuti, con una struttura semplificata (IVA più una maggiorazione fissa intorno al 50%). Con l’aumento dei costi e il cambiamento del mercato, il modello è stato progressivamente rivisto. Oggi il sistema si basa su un ricarico più alto sulle fasce di prezzo basse, che può arrivare indicativamente fino all’80% nel contesto del ristorante, per poi ridursi gradualmente all’aumentare del valore della bottiglia. Sopra determinate soglie, il ricarico scende in modo significativo, fino a livelli più contenuti per le etichette di fascia più alta. L’obiettivo dichiarato non è massimizzare il margine sul vino, ma costruire un equilibrio tra sostenibilità economica del servizio e accessibilità per il cliente, mantenendo il vino come componente esperienziale e non come leva principale di redditività.

Il modello di ricarico secondo SartorettiIl sistema di ricarico adottato da Sartoretti non segue una

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