
di Leonard Berberi
Le compagnie aeree europee rivedono la programmazione: rispetto al 2025 cala il numero dei collegamenti tra i big dei cieli. «Ma in autunno rischia di andare peggio»
La metà delle principali compagnie aeree europee ha messo in vendita, questa primavera, meno voli rispetto a un anno fa, anche per la chiusura del mercato mediorientale. Molte hanno tagliato migliaia di frequenze soltanto negli ultimi giorni per far fronte al costo record del cherosene, mentre due vettori ultra low cost procedono al momento in controtendenza, espandendo le loro operazioni: Ryanair e Wizz Air.
Una programmazione non fissa
I dati non sono definitivi: la programmazione di giugno potrebbe subire un’ulteriore limatura. E anche se un’aviolinea mostra il segno più, rispetto all’anno scorso, l’incremento si è sensibilmente ridotto a causa delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Il peggio potrebbe arrivare alla fine della stagione estiva, quando le persone volano meno e i costi operativi iniziano a superare i ricavi, colpendo in particolare gli aeroporti medio-piccoli del continente.
I tagli annunciati
È quanto emerge dall’analisi del Corriere sulla base dei numeri forniti dalla piattaforma specializzata Cirium e delle valutazioni preliminari degli addetti ai lavori. Le cifre mostrano




