
Il pieno è diventato il dossier politico con cui il governo deve fare i conti alla fine dell’estate, quando alle code del controesodo si aggiunge una corsa dei prezzi che ha ormai riportato benzina e gasolio stabilmente oltre soglie che sembravano archiviate. E questa volta Palazzo Chigi sembra aver deciso di cambiare strategia: ancora qualche giorno di protezione generalizzata per evitare uno scalino immediato alla pompa, poi un sistema più selettivo, concentrato su chi ha davvero bisogno di sostegno. Sullo sfondo resta però la questione decisiva, quella delle risorse, che Roma prova a trasformare da problema nazionale a partita europea attraverso il dossier degli extraprofitti petroliferi.
La fotografia del 25 agosto non lascia molto spazio alle interpretazioni. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale nazionale la benzina self è arrivata in media a 2,015 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 2,136 euro. In autostrada si passa rispettivamente a 2,091 euro per la benzina e 2,207 per il diesel, con punte molto più elevate nei singoli impianti e nei carburanti premium. Numeri che spiegano perché, alla vigilia della scadenza dell’attuale agevolazione, il dossier sia tornato al




