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Calcio, Giro, F1: la gara d’aiuti dello sport dopo quei 55 secondi che devastarono il Friuli

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Il sisma, la sera del 6 maggio 1976, fu devastante, pari a 6,5 gradi della scala Richter. La prima scossa durò 55 secondi. Uccise 989 persone, a migliaia i feriti, gli sfollati, quelli che persero tutto. La solidarietà di calcio, ciclismo e automobilismo

L’apocalisse si fece annunciare da un boato. La terra del Friuli si aprì, le case si sbriciolarono, il cielo si impastò di polvere, prese il colore del fuoco. Una manciata di minuti aveva appena superato le nove della sera, era il 6 maggio, un giovedì. L’anno, il 1976. Il terremoto fu devastante, pari a 6,5 gradi della scala Richter. La prima scossa durò un’eternità, cinquantacinque secondi. Nel suo sinistro sviluppo, di di crepa in crepa, uccise 989 persone, a migliaia i feriti, gli sfollati, quelli che persero tutto. L’acquedotto regionale quella sera saltò, più di 150mila persone rimasero senza acqua. L’epicentro fu prima individuato nel monte San Simeone, poi a Lusevera, nelle terre di confine fra l’Italia e quella che allora era la Jugoslavia. Interi borghi vennero offesi, cancellati, rasi al suolo. San Daniele del Friuli, Forgaria, Vito d’Asio, Maiano, Venzone, Artegna, Ragogna, Pinzano, Pradielis, Rivoli Osoppo, Buia, la Val d’Arzillo a nord di Spilimbergo, verso Tolmezzo. A

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