
di Matteo Sannicolò
Cgil, Cisl e Uil chiedono cautela: «Va incentivato l’azionariato diffuso e bisogna prevedere una reale partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa»
L’ipotesi di una quotazione in Borsa da parte di Dolomiti energia si fa sempre più concreta. E, nel corso degli ultimi giorni, ha già acceso il dibattito su più fronti. Dalla politica all’economia: in molti hanno iniziato a interrogarsi su questo possibile scenario, per capire quali potrebbero essere le ricadute, i vantaggi e gli svantaggi per il territorio provinciale e per i suoi cittadini.
I sindacati chiedono cautela
A predicare cautela sono soprattutto Cgil, Cisl e Uil. «Prima di dare qualsiasi tipo di giudizio chiediamo un confronto urgente con i vertici della società — premette Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil del Trentino —. Per prima cosa vogliamo capire qual è il piano industriale e il significato strategico attorno a questa ipotesi». Sulla stessa linea anche Michele Bezzi, segretario generale della Cisl, che fa un forte richiamo alla «partecipazione»: «Noi vorremmo avviare un dialogo con Dolomiti energia per approfondire gli aspetti di questa eventuale quotazione: se si sviluppasse un azionariato diffuso, pensato per i cittadini e i dipendenti dell’azienda, potrebbe rivelarsi un’operazione positiva, in




