
di Renato Franco
Il presidente Rcs al Festival di Dogliani: La7 non è bolscevica
DAL NOSTRO INVIATO
DOGLIANI – La politica e il calcio, la tv e il mestiere da imprenditore. Urbano Cairo ieri è stato protagonista al Festival della Tv di Dogliani, sollecitato dalle domande «fuori dal coro» di Mario Giordano. Che va subito dritto al punto: lei sogna di andare a Palazzo Chigi? «No — la risposta netta del presidente di Rcs —, la politica è completamente diversa dall’imprenditoria: da una parte hai manager capaci con cui persegui un obiettivo come un sol uomo; dall’altra invece nessuno arriva al 51% dei voti, quindi hai sempre bisogno di almeno una spalla con cui governare, senza contare che ognuno deve rispondere alle diverse istanze dei suoi elettori». Niente politica dunque, anche se, incalzato da Giordano, Cairo ammette: «Qualche sondaggio in passato l’ho commissionato e ha anche dato risultati più che buoni».
Se la tv di Giordano è spesso accusata di Retequattrismo, ossia di essere troppo vicina al governo, il giornalista ne approfitta per pungere La7: «È una televisione militante?». Cairo prima spiega che è importante mantenere il dna, l’identità di una rete, in cui i telespettatori




