
di Francesca Basso
Tra i papabili Merkel, Niinistö, Draghi. Esclusi Schröder e Kallas. Ma rimane il timore di un grande bluff da parte di Putin
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Prima le parole del presidente del Consiglio europeo António Costa sull’Ue che si sta preparando a possibili negoziati con la Russia, cui è seguita la precisazione «al momento giusto», quasi a voler allontanare nel tempo questa eventualità. Poi la fuga in avanti del presidente russo Vladimir Putin che ha subito indicato come negoziatore «preferito» l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder o «un leader di cui si fidano» gli europei e che non abbia detto nulla di «negativo» sulla Russa: un primo identikit che esclude subito l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, ex premier estone sempre molto dura nei confronti di Mosca.
Ucraina, le ultime notizie sulla guerra
A Bruxelles si torna a parlare di un mediatore o inviato speciale o negoziatore per la Russia, dopo che a gennaio il tema era già finito sotto i riflettori per le parole del presidente francese Emmanuel Macron, al termine del Consiglio europeo di dicembre, sull’utilità di riprendere a parlare con Putin. Linea sostenuta anche dalla premier Giorgia Meloni. Già allora erano




