Banche centrali, inflazione e Midterm: la settimana dei mercati
La settimana si annuncia densa di appuntamenti, tra dati macroeconomici, riunioni delle banche centrali e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Sul fronte politico, i Democratici puntano a conquistare la maggioranza alla Camera, mentre la partita per il Senato resta aperta. Gli analisti ritengono che il voto avrà un impatto limitato sui mercati, salvo sorprese, ma temono che un’eventuale sconfitta possa spingere Donald Trump a irrigidire la linea sull’Iran, alimentando nuove tensioni energetiche. Sul fronte monetario, gli investitori guardano alle decisioni della Reserve Bank of Australia, della Bank of England e della Riksbank, mentre per la Norges Bank è attesa una conferma dei tassi. Negli Stati Uniti resta inoltre aperto il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve: circa il 70% dei trader considera probabile un rialzo a dicembre. In Europa l’attenzione si sposta sui dati definitivi dei Pmi manifatturieri e sull’inflazione di mercoledì. Le prime rilevazioni nazionali indicano prezzi al consumo in aumento verso il 3,9-4%, mentre l’inflazione di fondo dovrebbe restare intorno al 2,5%. Venerdì arriveranno i dati sul mercato del lavoro americano. In agenda anche i risultati di Palantir e Roku negli Usa e quelli di Ryanair




