di Francesca Monti
Anche il reddito fisso soffre per l’incertezza. Ma una diversificazione tra titoli di qualità e asset rischiosi, come subordinati e debito Emergente, può valere una scommessa
L’avversione al rischio legata alla nuova guerra in Medio Oriente ha cambiato il clima sui mercati finanziari. Ne hanno sofferto anche le obbligazioni, ma sono i bond quelli che dovrebbero funzionare da paracadute se il conflitto si prolungasse. In quest’ottica, ecco tre portafogli che hanno l’obiettivo di realizzare un rendimento annuo del 5%. Sono incentrati sul credito della zona euro (sia investment grade, cioè titoli di buona qualità) che high yield, ovvero emissioni ad alto rendimento e basso rating. Non sono quindi portatori di rischio valutario, ma ognuno di essi diversifica con una ulteriore specifica asset class più rischiosa: credito privato, debito subordinato bancario europeo e debito dei Paesi emergenti. Ecco le idee di alcuni gestori specializzati sulle varie asset class prese in considerazione nei portafogli.
La «sicurezza» del credito in euro
Per Christophe Auvity, head of global corporate credit di Bnpp am, il segmento del credito in euro mostra rendimenti superiori alla media storica che continuano ad attirare l’interesse degli investitori anche grazie alla scarsa opportunità offerta da altri strumenti.




