
di Federica Nannetti
Gli interventi dal palco per la Festa del lavoro. Lepore: «La popolazione si sta impoverendo». La Cisl contro il caro affitti. Borghetti (Uil): «Reddito e diritti sono sempre più fragili»
«Se mancano garanzie per qualcuno, mancano garanzie per tutti. È pericoloso per tutti. E il Primo Maggio è un’occasione per capire assieme i problemi e farlo assieme è indispensabile per risolverli. Il lavoro povero, nero, i morti sul lavoro non mancano. Non è un sogno il lavoro dignitoso. È l’unica realtà possibile». A dirlo, dal palco in piazza Maggiore, il cardinale e arcivescovo, presidente della Cei Matteo Maria Zuppi, che davanti a centinaia di persone riunitesi in una «giornata di lotta per un lavoro dignitoso» chiamata come da tradizione da Cgil, Cisl e UIL, ha intrecciato al valore del lavoro quelli di libertà, di pace, di diritto alla casa e all’accoglienza. Che vogliono dire Futuro.
Zuppi: le spade siano trasformate in aratri
«C’è un legame tra il lavoro e il servizio della pace – prosegue Zuppi -. Lavoro è dignità, lavoro per l’uomo e lavoro per la pace. Ecco il vero investimento, perché il mondo abbia un futuro. Educazione, scuola, ospedali, ricerca per la pace.




