
di Olivio Romanini
L’anno prossimo si torna a votare per il Comune di Bologna e i giochi sono ancora tutti da fare ma c’è un malcontento dovuto ai cantieri e a molte cose che si sono aggiunte e che poco c’entrano con l’amministrazione
L’anno prossimo si torna a votare per il Comune di Bologna e i giochi sono ancora tutti da fare. Nelle ultime settimane sono accadute alcune cose importanti che non vanno sottovalutate e che meritano un supplemento di riflessione.
Molte di queste, nel bene e nel male, ruotano attorno all’unico vero protagonista oggi in campo, il sindaco Lepore, che sarà anche il candidato del centrosinistra al prossimo giro. Questo per lui è il momento più difficile perché quattro anni di cantieri e la sperimentazione quotidiana di una città che sembra scoppiare, sono immagini bene impresse nella mente dei cittadini.
Bologna e le elezioni del 2027: come sta la città
Non servono sondaggi, basta prendere un caffè al bar, fare due chiacchiere in giro o salire su un autobus per capire che il gradimento non è al massimo. Certo il sindaco potrebbe obiettare che i bolognesi non erano più abituati ad una giunta che realizza




