
di Alessandra Testa
Cgil, Cisl e Uil: «Siamo nell’era dell’AI ma si muore ancora sul lavoro» e la riflessione su «Bologna città delle disuguaglianze nascoste»
«Siamo nell’era dell’intelligenza artificiale ma si muore ancora sul lavoro, soprattutto nel mondo degli appalti, cadendo dai ponteggi come cinquant’anni fa». È questo uno dei tanti paradossi che Cgil, Cisl e Uil denunceranno venerdì dal tradizionale palco del Primo Maggio di Bologna, «città delle disuguaglianze nascoste» seppure in cima alle classifiche per tasso di occupazione e livello di reddito.
«Lavoro dignitoso» sarà la frase-denuncia, ma pure l’auspicio per il futuro, che campeggerà in piazza Maggiore a partire dalle 9.30 quando i dipendenti del comparto pubblico e delle imprese private, ma anche i tanti precari occupati nei diversi settori dell’economia cittadina, rivendicheranno più sicurezza, salario, diritti e contrattazione per normare l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Subito dopo i più giovani balleranno sulle note musicali di tante band, prima fra tutte gli «About: Blank» che chiuderà il comizio mattutino in ricordo di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso in stazione lo scorso 5 gennaio, e aprirà le danze del concertone gratuito organizzato in collaborazione con Arci e che si terrà dalle




