di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Nel mirino dell’Agcm il test anti-Jcv usato per monitorare i pazienti: per l’Authority Biogen avrebbe limitato l’ingresso di Sandoz sul mercato italiano. Perquisita la sede di Milano
Per oltre quindici anni il natalizumab (uno dei farmaci più utilizzati contro le forme più aggressive di sclerosi multipla) è stato di fatto sinonimo di un solo nome commerciale: Tysabri. Un presidio terapeutico delicatissimo, protetto non solo dai brevetti ma anche da un ecosistema clinico costruito nel tempo attorno a controlli, protocolli e monitoraggi specialistici. Ora però, scaduta l’esclusiva, quella fortezza rischia di trasformarsi in un caso Antitrust.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un’istruttoria nei confronti di Biogen e della controllante americana per presunto abuso di posizione dominante nel mercato dei farmaci a base, appunto, di natalizumab. Nel mirino dell’Agcm c’è il possibile tentativo di ostacolare l’ingresso del biosimilare prodotto da Sandoz.
Il nodo del test
Al centro della vicenda ci sono, per la precisione, due farmaci: Tysabri, commercializzato da Biogen da oltre quindici anni, e Tyruko, arrivato sul mercato dopo la scadenza dei brevetti. Il trattamento con natalizumab richiede però un monitoraggio molto particolare. Prima della terapia – e




